Gli editori gioiscono, o almeno tirano un sospiro di sollievo, di fronte alle crescenti invasioni di bot di intelligenza artificiale: le statistiche sui visitatori di Google mostrano che il gigante della ricerca indirizza sui siti web ben 831 volte più persone rispetto ai sistemi di intelligenza artificiale. Il rapporto "State of the Bots Q2 2025" di TollBit, pubblicato il 1° ottobre, denuncia un tira e molla digitale sbilanciato. Mentre i crawler di intelligenza artificiale bombardano le content farm per i dati di addestramento, riescono a malapena a ottenere clic, aumentando le spese dei server e scatenando accesi dibattiti sul fair play. Mentre i bot eclissano persino Microsoft Bing in termini di visite grezze, questa istantanea delle statistiche sui visitatori di Google sottolinea perché redazioni e blog contano ancora sull'impero di Alphabet per sopravvivere in un web alimentato dall'intelligenza artificiale.
I bot AI aumentano, ma non danno nulla: analisi delle statistiche chiave sui visitatori di Google

Secondo il rapporto, l'incursione web dell'intelligenza artificiale fa lievitare i costi senza il ritorno di un reale coinvolgimento. Gli editori bloccano i bot il 336% in più rispetto all'anno precedente, eppure i crawler aggirano le regole e alterano gli URL, trasformando il traffico in una costosa città fantasma. Le visite umane sono diminuite del 9.4% dal primo al secondo trimestre del 2025, con i bot che sono passati da 1 su 200 a 1 su 50 visitatori, un quadruplo balzo che ora supera Bingbot.
Metti in evidenza i forti contrasti delle statistiche sui visitatori di Google:
- Gap di riferimento: Google rivendica l'84.1% del traffico esterno (in calo rispetto al 90%+ del secondo trimestre del 2024), mentre le app di intelligenza artificiale ne raccolgono solo lo 0.102%.
- Rapporto visitatori: Per ogni essere umano guidato dall'intelligenza artificiale, Google ne invia 831, dopodiché 135 ricerche producono un singolo clic.
- Crollo del CTR: Le interfacce AI sono in ritardo del 91% rispetto ai tassi di clic delle prime 10 ricerche organiche.
- Boom dei bot: Il traffico AI supera Bingbot; le scansioni di Googlebot sono aumentate del 34.8% dopo le panoramiche AI, peggiorando i rapporti di referral del 24.4%.
- Raschiare i punti caldi: I contenuti B2B raggiungono il picco massimo nel rapporto bot-umani; le query relative ai genitori sono aumentate del 333%, quelle relative agli acquisti del 111%; i siti APAC ricevono 3 volte più richieste dagli Stati Uniti.
- Distruggi le regole: Il 13.26% dei bot AI viola robots.txt (in aumento rispetto al 3.3%); gli errori 404 di OpenAI raggiungono il 3.7% sui link falsi.
- Vantaggi dell'offerta: Gli editori con licenza OpenAI subiscono l'88% di critiche in più, ma ottengono referral di gran lunga migliori.
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Questa frenesia rimodella la ricerca di contenuti: gli strumenti di intelligenza artificiale divorano le risposte, riducendo drasticamente i clic degli editori. Le notizie nazionali subiscono un numero di accessi in tempo reale 5 volte superiore durante le sessioni di allenamento, mentre l'Europa schiva il 27% di accessi in meno rispetto agli Stati Uniti. I blocchi dei bot paywall di TollBit sono aumentati del 360% nel secondo trimestre, segnalando un'era di resistenza da parte degli editori. Claude di Anthropic ha corretto gli errori post-accesso al web (scesi dal 55% al 4.8%), ma la più ampia ondata di bot erode i ricavi pubblicitari e i sogni di SEO.
Mentre le statistiche dei visitatori di Google dipingono un chiaro vincitore, aumentano le richieste alle aziende di intelligenza artificiale di aumentare i costi di licenza. Gli editori puntano a paywall e accordi per recuperare valore: le Big Tech cederanno o la guerra degli scraping infuria? Restate sintonizzati; la vostra prossima ricerca potrebbe costare più di quanto pensiate.
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